Inquadratura della settimana #4

Lo so, lo so, sono già in ritardo di una settimana, vedrò di mettermi in pari in breve tempo.

Quella di oggi sembra una gran schifezza, dal film 127 ore, il soggetto che a noi interessa è sfocato, abbastanza inutile. Interessante la simmetria tra ombre, corda e moschetto trasversali che vorrebbero inquadrare James Franco in questo cono di luce trionfante ma l’attenzione è spostata su elementi più vicini e lo sacrifica.

Aron Ralston si è appena tagliato il braccio per sottrarsi alla trappola mortale in cui era caduto e prima di andarsene, la fotografa. Fotografa i resti del braccio incastrato tra le rocce celebrando la vittoria sulla morte e sul destino che lo voleva morto.

Molti lo paragonano a Into the wild, ma in quest’ultimo c’è un ampio discorso sulla libertà, la poesia del viaggio, la scoperta di se stessi mettendosi alla prova, di cui in 127 ore non troviamo traccia. Qui il protagonista scappa saltuariamente da tutto e tutti per immergersi in varie avventure ma si fotografa, registra e documenta ogni particolare, nessuna riflessione profonda, è tutto molto “pop” e questo è dimostrato anche dal talk show che improvvisa con se stesso di fronte alla telecamera quando, intrappolato da giorni, inizia a cedere mentalmente. Ecco perché la scelta di sfocare il protagonista, è un giudizio del regista che raccontando questa storia si ferma ai fatti perché non c’è da andare oltre, non c’è ulteriore profondità in quel che è successo. Tuttora Aron esce per le sue avventure.

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Inquadratura della settimana #3

Finiti gli esami, finalmente posso iniziare la carrellata di film che mi sono perso in questo mese! Ieri sera Black Swan – Il cigno nero con la (meritatissimo) Premio Oscar Natalie Portman. Cercando cercando credo di aver trovato l’inquadratura che a mio parere meglio esprime il film

Nina è una ballerina, scelta per essere la nuova stella del balletto Il lago dei cigni nel quale dovrà riuscire ad incarnare il cigno bianco, ma anche quello nero. La fragilità che esprime in ogni frangente del film è impressionante e superficialmente la ritroviamo in questa immagine, ripresa leggermente dall’alto, scricciolo com’è occupa solo una piccola parte dello spazio, intenta a sistemarsi i capelli dopo la doccia. Quello che si nota osservando attentamente è come venga schiacciata da se stessa, gli specchi moltiplicano la sua presenza, distorcendo lo sguardo e rivelando personalità nascoste pronte a prender possesso dell’artista maledetto al primo cenno di cedimento. L’unico modo per essere entrambi i cigni, è perdere se stessi.

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Inquadratura della settimana #2

Non potevo non mostrare un’inquadratura del mio film preferito… Road to Perdition (titolo italiano Era mio padre)

Un dettaglio…parla da sola, il figlio di Michael Sullivan, mafioso, sta per assistere all’omicidio che cambierà per sempre la sua vita. Niente di speciale, ma una volta visto il film non si può più scordare.

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Inquadratura della settimana #1

Spesso mi trovo in sala e impazzisco per alcune inquadrature, vorrei vederle e rivederle ma poco tempo dopo…se ne vanno ammazza a loro…quindi perchè non collezionarle?

Da “Qualunquemente“…quando si dice La faccia di bronzo. In chiesa gli squilla il cellulare, viene ripreso verbalmente poco dopo aver risposto ma con una nonchalance da primato si volta e gira il rimprovero al prete ordinando di “abbassare un pò il volume”.

Mezzo busto leggermente inclinato verso l’alto, perfettamente centrato e a sua volta inquadrato tra i candelabri sull’altare per conferire potere a Cetto, potere su tutti ma soprattutto sulla chiesa stessa. Guarda l’amico fuori campo e un lieve cenno del capo lo rende semplicemente irresistibile. PIU’ PILU’ PER TUTTI! Sotto il TRL con la scena

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la moda

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Ecco. Che questo sia mio fratello non avevo dubbi…ma che la nuova tendenzaggiovane sia quella dei pantaloni della tuta x girare in centro…sogno o son desto? No xchè qui mi si mettono in discussione tutte le regole principali dello style…ricordiamo la principale:
- Un capo alla moda è scomodo e vi farà desiderare tutto il tempo ma sopratutto per qualsiasi minimo movimento di strapparvelo seduta stante e riscaldarvi con le fiamme scaturite dalla sua combustione.
Mi corregga se sbaglio chi studia moda al D.A.M.S. (si pure quel percorso esiste..). Ma non lo credo proprio!!!!
Spento. Da un pantalone felpato Scout che “adesso hanno tutti” mi dice il fratello..! “Provatelo mune!” (NB mi chiama mune pur avendo il mio stesso cognome), io penso saran scomodissimi ci sarà la fregatura ci vorrà un sedere nociforme per entrarci e invece no! Sono credo la cosa più comoda e morbida che possa esistere. Perciò grazie; Grazie moda che per una volta, dopo averti disprezzato ed evitato in ogni modo mi hai comunque fatto conoscere I Pantaloni Della Tuta per eccellenza.

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il bimbo

Qualche tempo fa un’offerta ha catturato i miei occhi…80% di sconto sull’elicottero radiocomandato con tanto di giroscopio su amazon.com…lo faccio o non lo faccio lo faccio o non lo faccio lo faccio o non lo faccio…

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ahahahahahahahahahahahahahahahah si lo so lo so ho 23 anni ma stavolta il bimbo dentrommeee ha vinto. E numerosi incidenti ne hanno già minato seriamente il futuro a breve termine. Seriamente, è un casino manovrarlo..

Premio perplessità alla mia gatta lilo che non avevo mai visto così preoccupata in vita sua come oggi al primo volo!!!

& now let’s go to Old England!

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in chiusura

il cinema è cambiato.

quel lavoro che mio padre ingigantendolo a dismisura chiamava “dispensatore di sogni” si sta ridimensionando giorno per giorno. Si, è un lavoretto part-time, un reddito che mi permette di essere indipendente e di far le mie vacanze, studi, oggetti, regali e cosa più importante metter via qualcosa…però trovarsi qui in cabina con 12 sale su 14 completamente automatizzate fa perdere un pò la voglia di fare…in effetti è vero il lavoro nobilita l’uomo, spesso mi sono trovato a correre tutto il giorno con una miriade di compiti da eseguire e problemi da risolvere. Finisce il turno, sai di averci messo del tuo e che grazie anche a te delle persone si sono divertite commosse persino emozionate, perchè alla fine fai parte della catena distributiva, una piccolissima parte di essa è vero ma ci sei!

L’altro giorno, la mattina del 6 gennaio mi sono sorpreso ad emozionarmi facendo partire manualmente la pellicola di Rapunzel per una sala piena zeppa di bambini che festeggiavano con i genitori: il crepitio granuloso dell’immagine proiettata, vagamente lampeggiante e mai perfettamente illuminata ne a fuoco ne tantomeno immobile…un rettangolo colorato e luminoso dalla cornice sfumata, sicuramente imperfetto ma emblematico della vita di una pellicola che per sua natura è una sostanza. Guardare la proiezione e sapere di ogni difetto e sfumatura il motivo tecnico, conoscere il singolo proiettore al quale associare mentalmente le correzioni di cui avrebbe, sempre, bisogno. Eppure è un’emozione.

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